Fondazioni e società, l’intreccio intorno al Complesso San Michele

di Andrea Pellegrino

Si chiama Complesso San Michele, siamo nel cuore del centro storico di Salerno, ed è un gioiellino nelle mani della Fondazione Carisal – «il forziere» un tempo della Camera di Commercio – che a sua volta lo ha affidato a fondazioni e società (nate quasi ad hoc) che ruotano sempre intorno alla Fondazione. Nel 2020 era previsto il completamento dei lavori di riqualificazione del complesso San Michele, partiti nel 2018 con un investimento di milioni di euro. Ma attualmente i lavori sono ancora in corso, rallentati, probabilmente causa Covid. Un progetto a firma degli architetti Francesco Innamorato e Silvia Lanzari, quest’ultima arrivata direttamente da Bergamo, con alle spalle un passato nelle istituzioni, sotto la bandiera della Lega Nord. Innamorato, nel frattempo, nominato direttore della Fondazione Carisal. Un intervento sbandierato ai quattro venti dall’allora presidente della Fondazione Carisal, Alfonso Cantarella che mira a «creare un punto di riferimento per il centro storico della città di Salerno, offrendo alla comunità la possibilità di fruire e condividere gli spazi ritrovati. Pensato come promotore di nuovi ambienti di lavoro e di relazione, il nuovo contenitore offre alla collettività l’opportunità di essere parte attiva attraverso la partecipazione e/o l’organizzazione di attività ed eventi a scopo sociale, culturale ed ambientale». Ma chi si occuperà di gestire la struttura? Come si legge nel Dpp (documento di programmazione) della Fondazione Carisal: «All’intervento di riqualificazione e di valorizzazione del Complesso San Michele, iniziato nel 2018, dovrà seguire, in collaborazione con la partecipata società strumentale e la Fondazione di Partecipazione Copernico (guidata da Antonio Piluso), l’attuazione del Piano di valorizzazione con un insieme di interventi strutturati, ponendo il focus delle azioni in particolare sui giovani». La società strumentale dovrebbe chiamarsi Aedifica srl. E’ composta, tra l’altro, da ex componenti del consiglio d’indirizzo della Fondazione Carisal: il docente universitario Massimo De Falco e Masi Donata ed, infine, dal consigliere Paolo Caiazzo. Per il 60 per cento è costituita dalla Fondazione Carisal e per il 40 per cento dalla Fondazione Copernico che, oltre Piluso al suo interno vede Sabatino Senatore, Ornella Malandrino, Nicola Scarpa e Cristina Di Perno. Un «intreccio» tra società e fondazioni che fa storcere il naso a parecchi, ormai da troppo tempo.

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