Appalti truccati, nel mirino anche l’affidamento servizio vigilanza privata del cantiere Piazza della Libertà

di Brigida Vicinanza

Nell’inchiesta che ha sconvolto gli ambienti della politica salernitana, in cui risultano 29 indagati, tra cui il sindaco di Salerno Enzo Napoli, e che hanno portato all’arresto del consigliere regionale di Campania Libera Nino Savastano, del dirigente comunale Luca Caselli e dell’amministratore di una delle cooperative sociali nel mirino delle indagini Fiorenzo Zoccola, c’è un primo episodio emerso nel corso delle indagini che riguarda l’affidamento diretto del servizio di vigilanza presso il cantiere di Piazza Della Liberta che la Procura dà conto solo per spiegare la genesi dell’indagine ed introdurre elementi indiziari che spiegano il modus operandi dei vari indagati, atteso che in relazione a tale imputazione non vi è domanda cautelare. In particolare, si evinceva che, a seguito della consegna del cantiere di Piazza della Liberta da parte della società Comes, appaltatrice dei lavori di messa in sicurezza dell’area, il Comune di Salerno, nella persona di Luca Caselli, responsabile del Settore Ambiente e RUP dell’appalto, in attesa dell’affidamento alla RCM degli ulteriori lavori di completamento dell’opera, affidava con determina del 29.7.2019 la vigilanza dell’area alla SPYSERVJCE & CONTROL SECURITY S.r.l., amministrata di fatto, ovvero riferibile agli indagati Senatore Marcello e Mandola Ciro. Il contratto tra il Comune e la società privata avveniva a seguito di affidamento diretto con procedura MEPA. Nei provvedimenti amministrativi, la scelta della ditta veniva giustificata con la circostanza che la stessa aveva svolto analogo servizio di vigilanza della stessa area di cantiere per conto della società appaltatrice COMES. Gli approfondimenti della Questura di Salerno, tuttavia, consentivano di accertare che, a seguito della segnalazione del Comune di Nocera Superiore, la SPYSERVICE & CONTROL SECURITY S.r.l . era risultata priva dei requisiti per lo svolgimento del servizio appaltato e, in particolare, della richiesta autorizzazione prefettizia. Dalla visura della società risultava, inoltre, che la stessa era stata costituita solo a gennaio del 2019 e aveva svolto di fatto esclusivamente il servizio di sorveglianza per conto della Comes (prima) e del Comune di Salerno, nonché per conto della Leonardo S.r.l., società che ha in corso di realizzazione il settore 6 dell’Edificio Crescent (confinante con l’area di cantiere della Piazza della Libertà), la quale ha stipulate il contralto contestualmente all’ente territoriale. La scelta della ditta a cui era stato affidato direttamente l’appalto da circa 18.000 euro, secondo quanto riferito dal dirigente comunale Caselli, era stata dettata dall’opportunità di garantire la continuità del servizio e dalla convenienza connessa alla circostanza che la società stava svolgendo la sorveglianza del cantiere Crescent. Invece, a fronte di tali giustificazioni, risultava che l’area di Piazza della Libertà era stata definita dallo stesso indagato come area di cantiere nel provvedimento di affidamento del servizio. Ancora, nel dispositivo, l’attenzione è rivolta alla questione della qualificazione dell’area, se pure rilevante, non escludeva poi la circostanza, ben più significativa, rappresentata dal fatto che il Comune aveva proceduto illegittimamente all’affidamento diretto del servizio di sorveglianza ad una ditta priva dei requisiti di legge e, soprattutto, priva di qualsiasi forma di affidabilità. La SPYSERVICE & CONTROL SECURITY S.r.l., infatti, era una ditta priva di autorizzazione prefettizia ed aveva svolto attività solo sul cantiere del Crescent e per pochi mesi. Dalle verifiche effettuate dalla Squadra Mobile di Salerno emergeva, anche attraverso l’assunzione a sommarie informazioni dei dipendenti della SPYSERVICE & CONTROL SECURITY S.r.f., che la maggior parte di essi, nel periodo oggetto dell’affidamento del cantiere pubblico, dal luglio al settembre 2019, aveva continuato a prestare la propria attività lavorativa presso il “Gambardella Cash” con sede in Pagani. II servizio, pertanto, sarebbe stato svolto direttamente dagli indagati Senatore e Mandola, risultando effettivamente occupato presso il cantiere dell’opera pubblica un solo dipendente, per due ore al giorno, a fronte di una attività che avrebbe, invece, dovuto articolarsi sull’intero area temporale di una giornata. E in merito a tali carenze del servizio non risulta che alcun effettivo controllo sia stato espletato dalla stazione appaltante: un ulteriore dato indiziario dell’atteggiamento di favore della pubblica amministrazione nei confronti del privato.

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