De Luca commosso taglia il nastro della “sua” Piazza della Libertà

di Andrea Bignardi

“Una giornata storica per noi, per la nostra città, per la Campania e per l’Italia”. Con la voce rotta dalla commozione il governatore della Regione Vincenzo De Luca ha inaugurato questo pomeriggio, intorno alle 17, Piazza della Libertà. Lo slargo sul mare cinto dal Crescent, tanto auspicato e tanto controverso, ma soprattutto tanto atteso, per ben quindici anni. Era nel 2006, infatti, quando fu siglato il progetto preliminare per la riqualificazione del fronte di mare. Un aspetto ricordato dal governatore che ha citato, seppur per sommi capi, la lunghissima trafila burocratica e operativa che ha accompagnato questi lunghi anni di attesa per l’inaugurazione della piazza, tra polemiche, vicende giudiziarie e corsi.
“Sono passati quindici anni quando con Bofill l’abbiamo immaginata – ha affermato De Luca fermandosi più volte a causa del pianto – Sono stati anni pesanti per me, per i miei figli Piero e Roberto. Anni pesanti perché in questo paese per realizzare un’opera pubblica ci vuole una fatica immane, con veri e propri atti di eroismo. Quindici anni per fare di una città media del Sud una città in grado di aprirsi la strada verso l’Europa”. Poi, il ricordo delle “chiancarelle”, definitivamente messe in soffitta e sostituite, a detta del governatore, dall’unica vera piazza cittadina. “Le immagini che ebbe davanti Bohigas erano da vergognarsi – ha proseguito De Luca – Questo pezzo di Salerno non lo si conosceva, era proibito ai nostri concittadini. Il lungomare terminava sul muro del Jolly. Decidemmo con Bohigas prima, e poi con Bofill siccome quella del progetto originario era chiusa verso il mare, di completare il lungomare con una bella e grande piazza. A Salerno non ce n’erano. Anche l’unica piazza che abbiamo oggi, la Rotonda, non lo era: alle tre del pomeriggio c’erano auto in sosta e tossicodipendenti”. Poi, il racconto dei lunghissimi anni di apertura del cantiere.
“Abbiamo iniziato il lavoro delle demolizioni, qui non c’era nulla se non la devastazione totale, con l’istituto nautico, i depositi di legname, stecche di baracche, la mattina trovavamo nel cortile della scuola Barra le siringhe dei tossicodipendenti – ha continuato De Luca – C’erano i magazzini generali che raccoglievano i pellami dell’Iran con i loro liquami e all’epoca nessuno si scandalizzó per il problema ambientale”. Infine, il richiamo al nome, Piazza della Libertà: “È luogo sacro in memoria dell’alluvione del 1954 – ha aggiunto – Si chiama così per rivendicare l’orgoglio dei salernitani che non hanno padroni né sono soggetti a potentati politici”. “Che ricordiate, perché il tempo passa e la memoria si consuma – ha concluso il governatore- che tutto questo c’è perché c’è stato uno che è andato avanti e non ha voluto fermarsi mai, ricordatelo ai vostri figli ed ai vostri nipoti”.

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