Simona Libera Scocozza: “Non abbiamo bisogno di un mini-De Luca biondo”

Dure le parole che la candidata sindaco, Simana Libera Scocozza, riferisce alla sua competitor Elisabetta Barone, definendola un mini De Luca bionda. Ad adirare la Scocozza, sembrerebbe esserci l’utilizzo per aprire il proprio comizio dell’orchestra della scuola, ed inoltre la presenza sul palco di un nutrito gruppo di alunni.

” Siamo di fronte ad un sistema di amministrazione della cosa pubblica “pubblico privato personalistico” che sfoggia un “efficientismo cartonato” e nasconde dietro ad un oramai storicizzato personalismo, gravi inefficienze che vanno a danno della nostra amata comunità”, queste le parole della Scocozza che continua, “passo le giornate a spiegare che il Comune, i sanpietrini, i semafori, il servizio di raccolta differenziata sono del cittadino e non di chi amministra la Città. Credevo che anche i miei altri competitor stessero affrontando le stesse problematiche, quando mi imbatto in un comizio elettorale organizzato da uno di essi. Mi pare di aver visto gli alunni dove questa candidata è dirigente scolastica popolare il palco elettorale. Addirittura, è stata utilizzata
l’orchestra della scuola per aprire il comizio. A mio giudizio si tratta di una personalizzazione sbagliata. Il liceo non è del dirigente scolastico, è di tutti. E soprattutto non abbiamo bisogno di un mini-De Luca biondo che ripeta in una
rappresentazione di palco quello che il vecchio sindaco ha istillato in trent’anni di dittatura. Soprattutto di un mini-De Luca biondo non ha bisogno la sua arraffazonata coalizione, composta da tanti cittadini che hanno visto in lei la novità ed una strada verso il cambiamento. Cittadini accompagnati da tanti Onorevoli in disuso in cerca di una collocazione alternativa a quella proposta dal mainstream di centro sinistra cittadino. Se cambiamento deve essere, questo va fatto con la lettera maiuscola e non possono non esserci segnali di discontinuità, soprattutto al modo di pensare che ha contraddistinto questa stagione che, lo ricordo a me e a chi gentilmente mi legge, ha portato la nostra comunità sull’orlo del baratro”.

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